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sportello I.T.A.C.A.

Domande Frequenti

 è il principio che impone l’adozione delle decisioni al livello più vicino ai cittadini

Prima della scadenza del permesso di soggiorno temporaneo il cittadino immigrato può chiederne la conversione in permesso di soggiorno per lavoro solo se sono presenti almeno una delle seguenti condizioni:

1. Il cittadino immigrato può comprovare di aver svolto, nel periodo di validità del permesso di soggiorno temporaneo, attività lavorativa in uno dei seguenti settori:
agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse ;
assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, anche se non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza;
lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

2. Il cittadino immigrato può esibire un contratto di lavoro subordinato 

1. verificare l’ammissibilità della domanda

2. convocare il datore di lavoro e il lavoratore per verificare la corrispondenza delle dichiarazioni rese nella domanda telematica con quanto risulta dalla documentazione che deve essere esibita: documento di identità del datore di lavoro o del lavoratore in corso di validità ricevuta di versamento del modello F24 relativo al pagamento del contributo di 500,00 euro ricevuta del versamento del contributo forfettario a titolo retributivo, contributivo e fiscale, se dovuto prova della presenza in Italia del cittadino immigrato certificazione della struttura sanitaria pubblica o del medico convenzionato al Servizio Sanitario Nazionale rilasciata prima dell’inoltro della domanda che attesti la limitazione dell’autosufficienza (per procedure relative all’attività di assistenza alla persona)

3. assicurare la sottoscrizione del contratto di soggiorno fra datore e lavoratore e consegnare al lavoratore il modello 209 che il lavoratore invierà alla Questura per la richiesta di permesso di soggiorno tramite il Kit postale.
Con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il sistema informatico dello Sportello Unico invia la comunicazione obbligatoria al Ministero del Lavoro, esonerando il datore dall’invio: essa sarà disponibile nell’area personale del portale riservata al datore.
Se il lavoratore immigrato e il datore di lavoro non si presentano senza giustificato motivo alla convocazione, l’istanza viene CHIUSA.
Se il datore di lavoro non sottoscrive il contratto di soggiorno o, successivamente, non procede all’assunzione del lavoratore, l’istanza viene rigettata, salvo che la mancata sottoscrizione o la mancata assunzione non siano dovute a causa di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro.
I.N.P.S. La domanda va inviata all’I.N.P.S. se il datore di lavoro vuole impiegare lavoratori che sono cittadini italiani o cittadini UE

Psicologo è un professionista laureato in Psicologia, abilitato all’esercizio della professione tramite Esame di Stato, iscritto presso l’albo professionale degli Psicologi. Focus del suo interesse è il funzionamento della mente, intesa in senso più ampio come psiche. Tra le sue attività specifiche vi sono la prevenzione, la diagnosi e l’attività di abilitazione, riabilitazione e di sostegno rivolte alla persona o al gruppo. Lo psicologo può intervenire con i medesimi obiettivi anche nei confronti della comunità o delle organizzazioni (psicologia del lavoro). I principali strumenti di intervento dello Psicologo sono il colloquio psicologico, la somministrazione di test psicologici con funzione diagnostica.

Psichiatra     Invece, in quanto medico, ha un approccio più organicistico al funzionamento della mente e al trattamento della malattia mentale. Valuta la sintomatologia e il decorso clinico e propone una cura che può indirizzarsi verso un intervento farmacologico e/o psicoterapeutico. L’art.3 della legge 56/89 prevede che possano essere abilitati all esercizio della psicoterapia i laureati in psicologia o medicina e chirurgia che abbiano acquisito una specifica formazione, almeno quadriennale, presso scuole di specializzazione universitaria o riconosciute dal MIUR secondo la normativa vigente. Ovviamente “agli psicoterapeuti non medici è vietato ogni intervento di competenza esclusiva della professione medica” (art 3.2 legge 56/89).
Esistono diversi orientamenti psicoterapeutici che, pur muovendo da differenti approcci teorici ognuno con uno specifico modello di funzionamento della psiche, condividono i medesimi obiettivi, ossia il perseguimento del benessere e dell’equilibrio psichico.

Quando rivolgersi allo psicologo e quando allo psichiatra?

Nella cura e nel trattamento dei disturbi mentali Psicologo e Psichiatra spesso lavorano congiuntamente, ognuno con le proprie competenze specifiche.
Quando un disturbo psichico influisce negativamente sul funzionamento della persona, per esempio a livello relazionale, sociale o lavorativo, l’intervento del medico psichiatra può essere non solo molto utile per alleviare il grado di sofferenza, ma anche per ristabilire le condizioni necessarie e sufficienti per il lavoro psicologico d’introspezione. Non di rado, per esempio, il trattamento della depressione può giovarsi allo stesso tempo dell’intervento farmacologico quanto di quello psicologico e psicoterapeutico.
In presenza di un disagio psichico soggettivo che <strong>non comporta una sintomatologia invalidante può essere utile rivolgersi inizialmente allo psicologo, con cui valutare, se necessario, l’opportunità di una consulenza medico-psichiatrica.

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